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Artigiani di Betlemme
Manifattura palestinese, know how di Scarperia
Una curiosa simbiosi produttiva che ha spopolato negli Ipercoop: sia lo scorso autunno che questo ottobre (dall'8 al 21), quando in occasione di due grandi promozioni ha riscosso un successo di vendite superiore alle aspettative.
Si tratta di manufatti di varie dimensioni in legno d'olivo, la materia prima utilizzata da sempre dagli artigiani di Betlemme per produrre le loro statuine sacre che oggi cercano nuove forme e nuove mete commerciali.
La ragione di questa diversificazione dolorosamente ricercata è una storia lunga, che viene da lontano.
L'inizio si pur far risalire a Natale 2001, quando Unicoop Firenze inserì nel proprio circuito di vendita 5000 statuine dei presepi realizzati dagli artigiani di Betlemme, rivendute poi a prezzo di costo e senza alcun ricarico. L'iniziativa fu replicata a Natale 2002, con importi molto più importanti: 51700 pezzi, per un valore complessivo di circa 305 mila euro.
Si è trattato di un'iniziativa di solidarietà verso un popolo straziato da decenni di guerra e di sofferenze, che si aggiunge alle tante messe in campo da Coop.
Nel 2003 il rapporto fra Unicoop Firenze e gli artigiani di Betlemme - in particolare con l'organizzazione Handcraft association che conta 42 aziende e dà lavoro a più di mille persone - si è ulteriormente evoluto.
L'idea della cooperativa è stata quella di agire come 'facilitatore', fare da volano in un'economia troppo specializzata e di nicchia. Si trattava di convincere gli artigiani a diversificare la loro produzione per venderla direttamente nel circuito Coop e iniziare così a produrre per il mercato occidentale. Non è stato semplice, perchè molti di loro hanno macchinari vecchi, non riconvertibili e capaci di fare solo le loro statuine tradizionali. Ma il presidente dell'associazione ha voluto provarci lo stesso ed è iniziata la produzione di alcuni prototipi di taglieri, mortai, spremiagrumi, manici di coltelli. E' stato a questo punto che è intervenuto Andrea Berti, delle Coltellerie di Scarperia. Lui che avrebbe dovuto fare le lame per i coltelli, è andato a Betlemme per spiegare alcuni trucchi del mestiere e l'arte tutta toscana di creare certi manufatti. La simbiosi produttiva è ben riuscita, anche se gli accordi commerciali con Unicoop Firenze hanno dovuto superare ostacoli inimmaginabili. I manufatti in legno d'olivo devono essere rifiniti con la cera per ottenere i risultati migliori, ma a Betlemme hanno finito la cera e attraverso il 'Check point' è difficile far transitare nuove materie prime. Gli artigiani allora usano l'olio, ma è comunque molto complessa la procedura per far passare il prodotto finito attraverso i posti di blocco israeliani e farlo arrivare in Italia.
A ottobre 2003 questi prodotti sono usciti per la prima volta in Italia in promozione all'Ipercoop.
Il lotto dei prodotti importati da Betlemme per la promozione di ottobre 2004 ammonta a oltre 167 mila euro.
Fonte: Unicoop Firenze, ottobre 2004
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