Scacciapensieri smaltati in terracotta

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Scacciapensieri coloratissimi, cuori, girandole, pesciolini gialli e rossi, sottopentola d’argilla che quest’anno sembrano ancora più luccicanti.

“Lo sono, lo sono, quest’anno sono smaltati!”. A confermarci la nostra impressione ci viene in aiuto Primo, artigiano, proprietario di un’azienda presente nel settore dal 1825, insegnante e animatore della sezione di Valtiberina.

“Abbiamo deciso di fare un passo avanti rispetto all’anno scorso e di perfezionare la nostra tecnica. La smaltatura fa sì che il colore presente sulla terracotta non faccia diminuire il suono degli oggetti, gli scacciapensieri cantano che è una meraviglia. Il procedimento è abbastanza complesso: partiamo da un pane di argilla, lo facciamo a fette sottili e poi lo ritagliamo con delle formine, come fossero biscotti. A quel punto lo passiamo una prima volta in forno a 1040 gradi, quindi applichiamo lo smalto e infine lo ripassiamo una seconda volta a 970 gradi”.

Il risultato è splendente, sembra proprio di toccare del vetro adagiato saldamente su una forma di argilla, la lavorazione però ci appare lunghissima e lo facciamo notare a Primo che sornione ci risponde con un sorriso.

“Siamo tutti volontari e ci si apre il cuore quando vediamo che qualcuno fa una donazione per i nostri oggetti. La donazione avviene per offerta, certo, se si dovesse calcolare il tempo che ci abbiamo passato su ognuno, sai che offerta servirebbe!”. Il suono degli scacciapensieri che cantano si mischia alle risate di Primo che torna in mezzo alle sue argille.

(Foto di Rebecca Lena, Studio Riprese Firenze)

  • Sfoglia l’opuscolo dedicato alla Collezione Tum Tum