Calabria, 7 borse lavoro per i migranti nelle terre confiscate

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Email this to someone

La Fondazione Il Cuore si scioglie finanzia 7 borse lavoro rivolte a giovani immigrati che vivono nella tendopoli di Rosarno, in Calabria, con l’obiettivo di offrire loro un’opportunità concreta di lavorare in maniera legale ed etica, sottraendoli alle oppressioni del caporalato. Il lavoro dei migranti si svolge nei terreni confiscati alla ‘ndrangheta gestiti dalla cooperativa sociale Valle del Marro-Libera Terra nella piana di Gioia Tauro, a Polistena (sede della cooperativa) e nelle zone limitrofe.

Il progetto, chiamato “Lavoro e integrazione: le coop degli uomini liberi” è stato illustrato nei giorni scorsi in una conferenza stampa che si è svolta a Polistena, a cui hanno preso parte tra gli altri Irene Mangani, vicepresidente della Fondazione Il Cuore si scioglie e Claudio Vanni, consigliere della Fondazione. La delegazione ha anche visitato le terre confiscate alla malavita e coltivate dalla cooperativa Valle del Marro.

Con l’attivazione delle borse lavoro “oltre a lavorare nei campi, svolgendo, a seconda del mese, la potatura degli aranceti, la ripulitura delle piante e così via – spiega la vicepresidente della Fondazione Irene Mangani – i ragazzi seguono anche un percorso di formazione sia rispetto al lavoro specifico, sia relativamente ad altri aspetti, come ad esempio lo studio dell’italiano”.

La Fondazione, prosegue Mangani “ha scelto di sostenere economicamente questo progetto nell’ottica di ampliare l’impegno in un territorio in cui si è compreso che il contrasto alla ‘ndrangheta passa attraverso il contrasto al caporalato, e quindi attraverso l’offerta di possibili occasioni lavorative etiche”.

Anche lo sport ha rappresentato per questi giovani immigrati un motore forte in un’ottica di integrazione: i ragazzi appartengono infatti ad una squadra di calcio, fondata dal parroco di Rosarno, e questo ha permesso di portare avanti un’integrazione più ampia nella comunità.

(Nella foto: da sinistra Toni Mira, caporedattore di Avvenire; Domenico Fazzari, presidente della cooperativa Valle del Marro-Libera Terra; Claudio Vanni, consigliere Fondazione Il Cuore si scioglie; Irene Mangani, vicepresidente Fondazione Il Cuore si scioglie)