News > L'uovo in borsa
 
Icona_menu_2 Home
Icona_menu_2 La campagna 2009-2010
Icona_menu_2 Le quote
Icona_menu_2 I percorsi del Cuore
Icona_menu_2 Quelli del Cuore
Icona_menu_2 Adozioni a distanza
Icona_menu_2 Archivio progetti
Icona_menu_2 News
Icona_menu_2 Archivio news
Icona_menu_2 Libro
Noi con gli altri
L'uovo in borsa
Tremila donne africane per realizzare le borse del pacco di Pasqua per i soci. In offerta per i soci dal 12 marzo al 3 aprile 2010


Fra il 12 marzo e il 3 aprile, Unicoop Firenze dedica ai soci una promozione che unisce tradizione, gusto e solidarietà. Infatti in tutti i canali viene messo in vendita il pacco soci di Pasqua: un uovo, una colomba e una borsa creata a mano in Africa.
La  colomba è quella classica a marchio Coop
, da 750 grammi, che i soci conoscono e apprezzano da tempo.
L'uovo, 300 golosi grammi di cioccolato,
per venire incontro alle preferenze dei soci, è in due varietà: fondente o al latte. Il fornitore è La Sirena di Calenzano: "filiera corta", dunque, cavallo di battaglia della cooperativa. La Sirena produce e lavora "il cibo degli dei" da oltre 70 anni, garantendo un "puro cioccolato" di alta qualità, prodotto con materie prime senza ingredienti geneticamente modificati. Questo tradizionale fornitore di Unicoop Firenze, ha volontariamente sottoposto il proprio sistema di qualità alla certificazione Uni En Iso 9001:2000, con esiti ampiamente positivi.

Ora due parole sulla borsa. In cotone con ricami realizzati con materiale di riciclo, la sua produzione rientra in un programma che coinvolge alcune aziende italiane, fra le quali Unicoop Firenze (che ha commissionato il progetto e ha stanziato la somma necessaria per la realizzazione di 300.000 borse), l'International trade center (un'agenzia delle Nazioni unite) e 9 comunità di donne (tremila in totale) delle baraccopoli (gli slums) di Kenya e Uganda. L'intento è quello di generare un circuito virtuoso per riscattare gli "ultimi" del mondo, e per far ritrovare alle donne, attraverso il lavoro, la loro dignità personale. Non solo: dato che le lavoratrici sono state pagate in anticipo, con il ricavato possono avviare agli studi i propri figli e quelli di tutta la comunità, tutelandoli, inoltre, con un programma alimentare e igienico-sanitario.

Alcune delle loro storie sono esemplari e commoventi. Una donna di 87 anni, anziana e fortissima, afferma: «mi prendo cura degli orfani di Aids e sono capace di procurargli cibo e scuola, perché ho i soldi per farlo, grazie a questo lavoro».

230 donne Masai (popolo di pastori), dopo quattro anni di siccità che ha causato la morte di tutti gli animali, hanno formato una delle suddette comunità con la seguente motivazione: «i nostri uomini non ci aiutano, ma noi non ci possiamo permettere di morire di fame o di tenere i figli lontani da scuola». In un'altra comunità ci sono 10 profughe ruandesi. Una di loro sorride, liberata da paure quotidiane: «adesso sono in grado di pagare l'affitto. Prima della nascita di questo progetto, non avevo pace».

Notizia pubblicata il 9 marzo 2010
 
Elenco News
Tributo a De Andrè
Fresco d'estate
Camminata di solidarietà
Fare cucina
Solidarietà in festa
Calabria in festa
Croce e…
Don Ciotti alla cena galeotta
Balli e canti di Cuore
Cena per Il Cuore
Pistoia Corri donna
Borse mare in Sisal
Rosso e bianco dal Sud Africa
Invito alla fotografia
Di...vin andando
Il muro dentro
Sardegna in festa
Senza barriere
T-shirt dall'Africa
Grazie di Cuore!
Ballo, spettacolo e solidarietà
L'ospedalino di Bangui
Pane, Cuore e fantasia
Contatto stabilito!
Foto da Bangui
Taglia e cuci
Dalla parte delle bambine
Cena al super
Storie e emozioni
Storie ed emozioni
Nozze di Cuore
Un cuore si scioglie in Brasile
Home   La campagna 2009-2010   Le quote   I percorsi del Cuore   Quelli del Cuore   Sostegni a distanza   Archivio progetti    News   Archivo news