|
Libro - Noi con gli altri
CALABRIA
Studenti fiorentini e calabresi insieme per una cultura della legalità, contro tutte le mafie
Nel parco della Liberazione di Polistena un murales così non si era mai visto. Forse una cosa del genere non si era mai vista in tutta la Calabria. Un’esplosione di colori – giallo, rosso, azzurro, verde –, tra i quali spunta il rosso del Giglio di Firenze.
Un’intera classe è passata di qua: in quattro giorni si è immersa in una realtà completamente diversa, ascoltando storie di mafia, incontrando i parenti delle vittime della ‘ndrangheta, partecipando alla grande manifestazione contro tutte le mafie, andando nei terreni confiscati alla mafia dove lavorano ragazzi come loro, che hanno deciso di rimanere e di lottare per un futuro diverso.
Un tocco di colore
«La mafia è un problema di tutti, non solo delle sue vittime. Noi della IV A del liceo Gramsci saremo impegnati a sostegno della cooperativa agricola Valle del Marro. Realizzeremo un murales a Polistena: ci aiuterà Tori, artista americano specializzato in graffiti. Sarà realizzato all’ingresso di un parco, davanti ad una scuola elementare e speriamo che piaccia anche ai bambini. Nell’ambito di questo progetto parteciperemo alla giornata nazionale in ricordo delle vittime della mafia, organizzata dall’associazione Libera. Saremo lì per testimoniare che noi ci siamo, la nostra presenza sarà un segnale».
Così dicevano i ragazzi dai microfoni di Radio Toscana, in alcuni spot informativi scritti e registrati da loro. In treno, durante il lungo viaggio, pensavano a quello che gli sarebbe piaciuto fare: «Ci piace l’idea di dare un po’ di colore ad una zona che è piuttosto grigia, anche dal punto di vista del morale. Sarà un’azione concreta e al tempo stesso simbolica per comunicare la nostra vicinanza... Siamo contenti di incontrare i ragazzi di giù, vogliamo capire il loro modo di vivere, la loro società... E comunque andrà è una cosa di cui saremo fieri».
A meno di due mesi da quel viaggio in treno si può già affermare che le loro aspettative non sono andate deluse. I ragazzi del liceo Rechichi di Polistena, con i quali gli studenti del Gramsci hanno condiviso tutta la loro esperienza, hanno già ricambiato la visita: dal 7 al 10 maggio sono stati a Firenze per raccontare in vari appuntamenti con la città tutti i progetti realizzati nella piana di Gioia Tauro a sostegno della legalità. E insieme ai loro amici fiorentini hanno animato due presidi al supermercato Coop di Gavinana e di Ponte a Greve, per promuovere i prodotti Libera Terra.
Nella valle del Marro
In Calabria, ospiti di famiglie di Polistena che li hanno accolti come figli, i ragazzi del liceo Gramsci hanno vissuto giornate molto piene. Giacomo Zappia, Domenico Fazzari e Antonio Napoli della cooperativa Valle del Marro li hanno accompagnati a visitare i terreni confiscati a due famiglie mafiose nei territori di Castellane e Gioia Tauro. Qui l’attività è iniziata a marzo 2005: si coltivano melanzane e peperoncini e ci sono anche delle arnie, per la produzione di miele di melata e fiori d’arancio. All’ex Foro Boario di Polistena c’è una struttura abbandonata da tanti anni, dove sarà realizzato il futuro centro aziendale della cooperativa. Tra le idee, quella della saponetta all’olio d’oliva. Lo slogan è già pronto: “Della mafia non puoi lavartene le mani”.
«Vogliamo dimostrare alla gente, ai mafiosi ma anche a quelli che hanno deciso di convivere con la mafia, che si può cambiare – dice Giacomo Zappia – Grazie a noi che lavoriamo su questo territorio, ma grazie anche a voi che venite a trovarci, che ci date un mano anche una volta ritornati alle vostre case. È una lotta che dobbiamo continuare a combattere insieme, in luoghi diversi ma assieme, legati da uno stesso obiettivo: quello di fare emergere e sviluppare la cultura della legalità».
Dice Daniela Mori, di Unicoop Firenze: «L’esempio di questa cooperativa, come di altre che stanno sorgendo in Sicilia e Calabria, è quello di gente che ha deciso di rimanere: una scelta di coraggio e di vita, in tutti i sensi».
Graffitisti si diventa
Il giorno dopo i ragazzi si alzano di buon’ora: è arrivato il momento di mettersi al lavoro. Insieme agli studenti della IV A del Liceo socio-psico-pedagogico G. Rechichi di Polistena, e sotto la guida di Torrick J. Ablack “Tori”, in arte Toxic, nelle stanze dell’associazione “Il samaritano” del Gruppo Arcobaleno, cominciano a preparare gli stencil per il murales. I soggetti sono i più vari: fiori, farfalle, frutta, tutto è permesso, secondo la propria fantasia. Poi, indossate le tute e le mascherine, si sono messi a dipingere il muro, con pennelli e bombolette spray, ridendo e scherzando sotto gli sguardi incuriositi della gente.
«Averlo disegnato noi è tutta un’altra cosa – dice Giusy, giovane studentessa di Polistena -. Quando passeremo di qui potremo dire: là ci ho messo le mani io. Ed è una bella sensazione». Le fa eco Antonio Baglio, assessore comunale: «È un punto di partenza per liberare la città da tutte le mafie: anche da quella psicologica, che è la peggiore».
Segue:
Incontri di approfondimento e manifestazioni |