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Noi con gli altri

Libro - Noi con gli altri


INDIA

Il racconto e le impressioni di viaggio degli studenti del Machiavelli in India


Un’adozione per regalo
Dice la professoressa Giovanna Soffici, referente del progetto: «Nel nostro istituto esiste già uno stage formativo, che gli studenti seguono dalla terza alla quinta classe. Nel percorso si affronta anche il tema dei progetti di cooperazione internazionale, nati per rispondere alle necessità dei giovani. L’esperienza in India è stata una bellissima occasione per applicare concretamente un modo diverso di fare scuola all’interno di un progetto che proseguirà anche nei prossimi anni perché sarebbe un peccato disperdere questo grosso patrimonio di energie e di emozioni».
Giulia, per il suo compleanno, ha avuto un regalo speciale: l’adozione a distanza di un bambino in India. Non avrà una maglietta nuova e alla moda da indossare: ma non è mai stata così contenta…

Impressioni di viaggio
Dal blog dei ragazzi del Machiavelli: Difficile raccontare che cosa colpisce di più di un paese dai forti contrasti e dalle evidenti contraddizioni: l’India, infatti, sembra vivere in diversi secoli contemporaneamente. Come la testa di un pesce martello con gli occhi che guardano in direzioni diametralmente opposte. Per spostarti da un luogo all’altro puoi percorrere strade a 4 corsie tra elefanti, vacche magre, taxi-risciò, lussuose Mercedes e autobus di linea con i posti a sedere rigorosamente distinti, le donne davanti, gli uomini in fondo.
In qualche modo sembra progredire e regredire allo stesso tempo. È difficile accettare, dal punto di vista razionale, il suo carattere schizofrenico...

È stata tostissima. Affrontare una vita così diversa dalla nostra, vedere bambini anche di cinque anni alle prese con problemi di quotidiana sopravvivenza per noi è stato veramente difficile.
Alessandra

Mi ha colpito la solarità con la quale i bambini affrontano giorno per giorno una vita fatta di sacrifici e di sofferenza, senza l’amore e la sicurezza di una famiglia.
Marta

La carezza che loro, pur non avendo niente, ti danno, il loro affetto, fa superare anche la difficoltà di comunicare in un linguaggio diverso e difficile.
Giulia B.

Durante questi giorni tante volte ho pensato al confronto Italia-India, due paesi lontani con colori, profumi, suoni molto diversi. Vorrei tornare a casa e non dimenticare. Sento che non sarò più come prima, qualcosa è cambiato, adesso sono un po’ di ciò che ho vissuto.
Irene

Io spesso non do peso alle cose che ho, mi lamento della mia vita, che è perfetta, mi faccio un monte di problemi e non mi accetto. Ripensando ai giorni in India, mi ha colpito e mi ha fatto riflettere il fatto che loro, pur non avendo niente, apprezzano anche le piccole cose.
Sara

Il contatto con i bambini e le bambine ci metteva subito di buon umore. Loro, nonostante tutto, con un sorriso bello come il sole, hanno la forza e il coraggio di dire che sono felici.
Giulia C.

Non ho viaggiato molto nella mia vita ma credo che questo viaggio non lo dimenticherò, per me è stata una svolta. Tutto quello che ho studiato sui libri, le storie lette o viste in televisione non mi davano il senso delle cose. Essere immersa in questa realtà, vivere questa esperienza mi ha fatto capire non solo con gli occhi e la testa ma anche con il cuore come stanno veramente le cose e adesso ho voglia di cambiarle.
Diletta

È proprio vero, come disse Gandhi, che “siamo noi il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo”.
Ranieri

Questione di dote
In India la condizione femminile è particolarmente difficile ed è disciplinata da regole che a noi sembrano inconcepibili. Una donna, per sposarsi, deve portare una dote di 3000-4000 euro: una cifra che può sembrare non particolarmente esosa, ma che cambia molto se si pensa che là una giornata di lavoro viene pagata meno di un euro. Niente dote, niente matrimonio: in India una donna non sposata è un peso per la società e come tale viene ripudiata perfino dalla sua stessa famiglia. Ogni anno qualcuna si dà fuoco perché non ha i soldi per sposarsi. È talmente difficile per una donna vivere senza un uomo accanto che non è raro che una volta rimasta vedova si immoli sulla pira insieme al marito: un rito terribile, che si chiama sati. Con “Il Cuore si scioglie” qualcosa è cambiato: 145 donne oggi lavorano nella fabbrica delle camicie, a Madaplathuruth, e hanno un buono stipendio. Con il progetto “Noi con gli altri” prosegue l’intervento per migliorare la condizione delle donne in India, cominciando dall’infanzia.

Quelli dell’India
Tutta la quarta H del liceo delle scienze sociali Isis Machiavelli di Firenze:
Irene S., Giulia C., Giulia B., Sabrina B., Sara B., Silvia B., Francesco B., Francesco P., Alessandra D., Sara L., Alessandra B., Chiara N., Diletta P., Silvia G., Ranieri M., Angela C., Daria R., Marta N., Camilla R., Neri M., Vincenza G., con le insegnanti Giovanna Soffici, Carolina Nitti, Diana Sirianni.
Le educatrici Simona Del Taglia e Giulia Tonarelli, cooperativa Mèta sociale onlus
Daniela Mori, responsabile progetti Educazione al consumo consapevole di Unicoop Firenze e coordinatrice del progetto di solidarietà “Noi con gli altri”.

 

Precedente:
India: cronaca di un viaggio che non potrà essere dimenticato

L’India è anche sul sito dell’istituto, www.liceomachiavelli-capponi.it


Introduzione


Il Progetto


Le tappe del Progetto 2006-2007

India

Camerun

Brasile

Calabria


L' incontro alla Scuola Coop di Montelupo


Consumo consapevole


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