Un altro passo verso il Burkina Faso

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Sono appena partiti i lavori per la costruzione del panificio di Koupela dove poi sorgerà anche una nuova scuola

A Koupela mancava una scuola materna, allora ci siamo attivati per progettarla. Quando poi ci siamo chiesti come avremmo potuto sostenerla economicamente, abbiamo subito pensato ad un panificio”. Luca Gemignani, direttore del Movimento Shalom, annuncia la nascita della terza panetteria/pizzeria in Burkina Faso: grazie al sostegno della Fondazione Il Cuore si scioglie e Unicoop Firenze ne era già nata una a Loumbila (nel 2003) e un’altra a Fada N’Gourma (nel 2012).

Da poche settimane sono partiti i lavori: si scava e si prepara il terreno per le fondamenta della nuova struttura che sarà in grado di ospitare fino a 50 persone tra cucina, servizi e locali per la cottura e la vendita del pane.

Koupela, cittadina che dista 140 km da Ouagadougou (la capitale) e 80 km da Fada-Ngourma, si trova su una strada di passaggio. “Costruire un panificio e una scuola lì – spiega Gemignani – significa renderli accessibili anche alle famiglie e ai bambini dei villaggi limitrofi”.

Si inizia dalla costruzione del panificio perché si vuole assicurare sostenibilità al progetto: l’attività economica permetterà di dare lavoro ai giovani del posto e i ricavi della vendita del pane andranno a favore della scuola.
Intanto, l’avvio dei lavori è stato possibile anche grazie alla donazione di 20mila euro derivati dalla vendita del Pane Shalom nei negozi Unicoop Firenze.

Oltre alla famosa baguette intrecciata con i semi di sesamo, il panificio di Koupela produrrà anche altri tipi di pane, focacce e pizza: qualsiasi alimento a base di farina e cerali che possa rappresentare anche una variante alla dieta locale (basata perlopiù sul consumo di riso, pollo e patate).

Come già sperimentato a Loumbila e a Fada N’Gourma – continua Gemignani –  anche in questo caso vogliamo fare un intervento integrato che risponda ai diversi bisogni della popolazione: alimentare e di sostentamento, di formazione al lavoro e occupazione, di educazione”.

Il futuro centro educativo sarà una sorta di scuola materna ed elementare insieme dove si recheranno bambini di età diverse (dai 3 ai 7 anni circa) che qui avranno una prima forma di alfabetizzazione.

Nonostante i recenti progressi compiuti dal Paese (in poco più di dieci anni il tasso di mortalità infantile si è praticamente dimezzato: si pensi che nel 1990, ogni 1000 bambini nati ne morivano 102 mentre nel 2012 questo dato è sceso a 66 – fonte Unicef),  il Burkina Faso continua ad essere una delle regioni più povere al mondo dove esistono ancora diverse malattie legate al problema della malnutrizione e l’aspettativa di vita è pari a 56 anni (www.unicef.org).

Per questo è importante agire a vari livelli e promuovere attività di cooperazione che non siano assistenziali in senso stretto ma piuttosto rivolte all’educazione e al lavoro e quindi capaci di dare dignità alla persona. Ulteriore supporto all’emancipazione e all’alfabetizzazione dei giovani verranno da un nuovo progetto per il sostegno a distanza che vedrà la Fondazione ancora al fianco del Movimento Shalom.

I bambini di Ouagadogou

I bambini di Ouagadogou (capitale del Burkina Faso) che presto saranno coinvolti nel progetto di sostegno a distanza.