Un’impresa contro lo spreco

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Il progetto “SenzaSpreco” vince il programma di incubazione “Food Waste Reduction” e si aggiudica un premio di 25mila euro. Nei prossimi mesi trasformerà il problema dello spreco alimentare in un’opportunità reale di lavoro, risparmio e innovazione

«Adesso la nostra idea può diventare realtà» dice Jacopo Visani di SenzaSpreco, il progetto che ieri si è aggiudicato il premio di 25mila euro a fondo perduto da parte della Fondazione. La premiazione si è tenuta ad Impact Hub Firenze, partner insieme a Il Cuore si scioglie del programma di incubazione “Food Waste Reduction” che è stato lanciato lo scorso dicembre con l’obiettivo di sostenere l’avvio di un’impresa sociale che si occupasse di riduzione degli sprechi.

Ogni anno in Italia, solo la grande distribuzione smaltisce come rifiuti circa 260.000 tonnellate di prodotti ancora commestibili ma che vengono ritirati dagli scaffali per difetti di confezionamento o perchè vicini alla data di scadenza.
«Come Fondazione, vogliamo essere non solo un motore di solidarietà ma anche di nuove pratiche che possono migliorare la società dando risposte concrete a problemi gravi e spesso dimenticati» afferma Claudio Vanni.

Molti degli sprechi quotidiani avvengono anche in casa per via di cattive abitudini e per la mancanza reale di alternative capaci di innescare comportamenti virtuosi.
«Abbiamo lanciato questo concorso perchè il tema dello spreco coinvolge tutti e le idee per risolverlo possono venire dal basso e dalle persone stesse» dice Riccardo Luciani, direttore di Impact Hub Firenze, lo spazio che in questi mesi ha accolto i tre team finalisti del concorso (all’inizio erano venti) accompagnandoli in un percorso di incubazione che ha permesso loro di strutturare l’idea, incontrare imprenditori ed esperti del settore alimentare, utilizzare gli spazi di coworking dell’Hub.

«Ad Hub io, Giulia, Alessandro, Marta e Nicola ci siamo conosciuti ed abbiamo potuto sviluppare il modello di business in modo che la nostra idea non fosse solo “buona” ma anche fattibile dal punto di vista economico» continua Jacopo.
Lui è gli altri erano accomunati dalla voglia di impegnarsi in qualcosa di utile, che avesse un impatto positivo sul territorio e che aprisse prospettive di lavoro. Quando si sono incontrati hanno deciso che valeva la pena mettere insieme le competenze per partecipare al concorso.
Loro sono: Jacopo Visani, dottorando in Bioetica; Alessandro Lanzetta, cooperante ed economista dello sviluppo; Giulia Lombardo, sociologa; Marta Zanieri, una laurea in Fisica ed esperta di divulgazione scientifica; Nicola Lonzi, ingegnere programmatore.

Il progetto SenzaSpreco prevede la realizzazione di una piattaforma web dove tutti gli attori della filiera alimentare (produttori, aziende di trasformazione, piccoli rivenditori, grande distribuzione, consumatori) possono vendere o acquistare prodotti rimasti invenduti nel circuito tradizionale ma ancora perfettamente consumabili.
Grazie ad un sistema di geolocalizzazione che rende lo scambio facile e veloce, le aziende potranno vendere cibi che sarebbero costrette a smaltire (con conseguente dispendio di risorse), gli enti di solidarietà potranno accedere a prodotti in esubero messi in donazione, i singoli avranno modo di acquistare cibo a prezzo scontato.
«Il nostro progetto – spiega Giulia Lombardo – vuole dare risposta al problema dello spreco e delle nuove povertà emergenti, dando possibilità di acquisto a persone che vogliono risparmiare nella spesa».

Grazie al premio della Fondazione, SenzaSpreco potrà sviluppare e mettere in funzione la piattaforma on line, nonché avviare le attività di comunicazione e promozione.
Il progetto interessa il territorio fiorentino e prevede di allargarsi alla Toscana. Diversi esercenti privati, enti pubblici, di assistenza e scuole di Firenze e del Mugello hanno già aderito all’iniziativa perchè interessati a vendere/comprare prodotti appena sarà on line (www.senza-spreco.it).